Attento a cosa ti porta la marea

6.1.2016

Nel film “Cast Away” diretto da Bob Zemekis, Tom Hanks interpreta Chuck Noland, un funzionario della società di spedizioni internazionali FedEx, che precipita con il suo aereo Cargo, carico di pacchi che non verranno mai consegnati, ma che miracolosamente si salva, finendo naufrago in una piccola isola tropicale totalmente deserta. Nelle settimane successive Chuck sperimenta tutte le difficoltà delle sopravvivenza sull’isola. Patisce la solitudine, non riesce a spaccare i gusci durissimi dei cocchi che lo disseterebbero e nutrirebbero e soprattutto non riesce a lasciare l’isola. Un giorno vede al largo una enorme quantità di scatole galleggianti. Sono i pacchi della FedEx sopravvissuti come lui al naufragio. Lentamente la marea li sta portando verso la spiaggia dove Chuck li aspetta, carico di speranza ed eccitazione. Quando finalmente riesce ad aprirli rimane profondamente deluso. In quelle scatole non c’è nulla che possa essergli di aiuto. Nel primo pacco infatti ci sono dei pattini per scivolare sul ghiaccio, in un altro un pallone da pallavolo che richiederebbe almeno un’altro giocatore per essere usato. E infine la cabina di gabinetto chimico, un oggetto finalizzato a creare una privacy per certe umane e fisiologiche necessità che è la sola cosa che non gli manca su un’isola deserta. Chuck è disperato. La fortuna lo ha illuso. La marea gli ha portato solo roba inutile. Nei giorni seguenti però, nel tempo infinito che deve occupare, è costretto a considerare nuovamente quegli oggetti assurdi che giacciono abbandonati sulla sabbia. Chuck li guarda con uno sguardo nuovo, cercando di decifrarne il messaggio, animato d...

Felicità e Superfelicità.

26.2.2015

Gli esseri umani possono sperimentare due diversi tipi di felicità: una è correlata con il raggiungimento di traguardi e obiettivi o con eventi e sorprese gratificanti che possono accadere nella vita. Questo tipo di felicità, a causa della sua stessa natura, è "fragile", "temporanea" e "impermanente". Per quanto a lungo possa durare o si possa trattenere, decadrá inevitabilmente lasciando un senso di vuoto, di insoddisfazione e nostalgia. La ricerca di questo tipo di felicità è motivata dal sentirsi incompleti, dal percepire la propria imperfezione, la mancanza di qualcosa nella propria vita e spingerà a creare artificialmente diversi tipi di obiettivi che si formeranno nella mente come cose reali e creando dentro di te l’illusione che quando questa o quella cosa desiderata, voluta, perseguita, accadrà, allora tutto cambierà in meglio. Quando otterrai ciò per cui hai lottato, avrai anche paura di perdere ciò che hai così faticosamente ottenuto e ti sentirai spinto dall’ avere sempre di più, dall’accumulare gli oggetti delle tue false sicurezze. Vivrai su una giostra fingendo che sia divertente o che sia la tua unica possibilità. Ma non eviterai il senso di mancanza interiore che ti manterrâ insicuro e infelice. La vita trascorrerà alternando il piacere della conquista e il dolore della sconfitta e della perdita. Il secondo tipo di felicità è indipendente da eventi esterni. Esiste ed è sempre esistita dentro di te, a prescindere da qualsiasi evento che possa accadere nella tua vita. Fa parte della tua umanità e scorre come scorre il sangue nelle tue vene e la vita dentro di te. Sorge dalla coscienza di es...

La mente negativa

6.1.2015

Allora, lo sapevamo già che la mente tende al negativo, che è attratta dalle cattive notizie, dai disastri, dai conflitti. Se così non fosse i TG non li guarderebbe più nessuno e i quotidiani potrebbero chiudere. Per non parlare degli ormai famigerati Talk Show, dove galli e galline di ogni specie, sapientemente chiusi nel recinto televisivo, animati da Ego smisurati e da insaziabile vanità, si attaccano, scontrano, insultano, cercando una vana ed effimera supremazia verbale e qualche minuto di vanagloria. E mentre provocano disgusto in realtà realizzano grandi ascolti. Questa attrazione verso il peggio non è originata da stupidità e autolesionismo. Ma piuttosto da arcaici meccanismi di sopravvivenza della nostra specie quando, per i nostri progenitori, apprendere eventi negativi poteva aiutare a sviluppare strategie difensive e prevenire il peggio. Oggi non è più necessario. Ma il cervello arcaico continua a funzionare esattamente come miliardi di anni fa, con il risultato di ricercare e tenerci incollati al negativo. Tutto questo è confermato da nuove interessanti scoperte scientifiche che hanno dimostrato come le cattive notizie e le esperienze negative, una volta apprese, orologio alla mano, perdurino a lungo nella nostra mente, con il loro corredo di emozioni negative e tossine rilasciate nel circolo sanguigno. Vuol dire che le emozioni negative sono difficili da rimuovere dalla mente. Viceversa le buone notizie, le esperienze positive e con esse i loro effetti benefici, durano molto meno sia come ricordi che come vissuti emozionali e possono essere scalzati con grande facilità dalla prima esperienza negativa ch...



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